TRC Workwear Grassi 1925

Passeggiando tra i padiglioni della Fortezza da Basso, è impossibile non percepire l’energia di Pitti Uomo. L’edizione 107, che si è svolta dal 14 al 17 gennaio 2025, ha portato con sé il consueto fermento di buyer, giornalisti e appassionati di moda, tutti alla ricerca delle novità più interessanti del menswear contemporaneo. Tra le tendenze emergenti, il connubio tra heritage e innovazione ha avuto un ruolo centrale, e TRC ne è stato un perfetto interprete.

Dopo il debutto dello scorso anno, il brand nato dalla collaborazione tra Grassi 1925 e Candiani Denim è tornato a Pitti con una presenza ancora più solida e riconoscibile. Lo stand TRC è stato un punto di riferimento per chi cercava una nuova interpretazione del workwear, in grado di combinare la tradizione tessile italiana con soluzioni innovative e sostenibili.

Un viaggio tra passato e futuro

Per questa edizione, TRC ha presentato la collezione FW25, un equilibrio tra l’autenticità della capsule “1938”, che rende omaggio alla storia della Tessitura di Robecchetto Candiani, fondata proprio in quell’anno, e la sperimentazione della capsule “2038”, che proietta il workwear nel futuro.

Nella capsule “1938”, i capi parlano di storia e saper fare: trench cimosati, pantaloni chino con le iconiche cuciture tabacco, tessuti robusti ma raffinati, tutti elementi che rendono omaggio alle origini del workwear. Le etichette stesse, con il disegno della rondine, richiamano la Tessitura Robecchetto Candiani e il patrimonio manifatturiero italiano.

Dall’altra parte, la capsule “2038” è una dichiarazione di innovazione. Tra i pezzi più ammirati c’è stato il puffer oversize, realizzato con la tecnologia brevettata Thindown, che trasforma la piuma in un tessuto naturale e performante. Anche il Mineral Denim, sviluppato con tinture minerali e trattamenti sostenibili, ha riscosso grande interesse, confermando TRC come un laboratorio di ricerca per un workwear del futuro.

Un’esperienza che va oltre la moda

Workwear Grassi 1925Ma Pitti Uomo non è solo esposizione, è anche incontro, networking e cultura per tutta la filiera. TRC ha celebrato la sua presenza con un esclusivo party il 15 gennaio presso CLUB 21, dove il progetto ha incontrato la musica elettronica di The Bloody Beetroots, in un’atmosfera che ha esaltato l’identità dinamica e sperimentale del brand.

Simone Grassi, presente in fiera, ha raccontato così l’esperienza di questa edizione:
“Rispetto al debutto, quest’anno abbiamo percepito un’attenzione crescente verso TRC. Il brand sta prendendo forma, affermandosi come un ponte tra tradizione e innovazione. È stimolante vedere come il workwear possa evolversi e trovare nuove strade senza perdere la propria identità.”

Con questa seconda partecipazione a Pitti Uomo, TRC non è più una novità, ma una realtà concreta che sta costruendo un’identità forte nel panorama del menswear. Grassi 1925 continua così il suo percorso di innovazione, esplorando nuovi territori senza dimenticare la propria storia.